Cosa significa Multiverso?

Nella fisica teorica, il multiverso è un concetto che postula l’esistenza contemporanea di molti universi fuori dal nostro spazio-tempo, spesso anche denominati dimensioni parallele, ovvero realtà parallele e contemporanee alla nostra, ma fondamentalmente diverse.

La storia del Multiverso

Il concetto di Multiverso prende origine dai filosofi greci, ma solo nel 1900 si sviluppò completamente. Nel 1848 Edgar Allan Poe scrisse un poema in prosa in cui immaginava l’esistenza di “un’illimitata successione di universi”.

Il termine Multiverso fu però coniato nel 1895 dal filosofo e psicologo americano William James per indicare la molteplicità della realtà.  L’idea di universi paralleli fu ripresa dallo scrittore di fantascienza statunitense Murray Leinster nel 1934 con il suo romanzo fantascientifico “Bivi nel tempo” in cui narra di un gruppo di persone che, a causa di un’esplosione, vengono lanciate in realtà parallele.  In seguito Jorge Luis Borges, nel racconto “Il giardino dei sentieri che si biforcano” ha usato il concetto di universi paralleli prima che fosse sviluppata la teoria del multiverso.

Il concetto del Multiverso fu sviluppato per la prima volta da Hugh Everett III nel 1957 con l’interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica, la quale prevede la presenza di linee temporali ramificate, o realtà alternative in cui le nostre decisioni si sviluppano in modo diverso, talvolta producendo risultati estremamente diversi.  In pratica, il nostro universo andrebbe concepito come qualcosa che si sta da sempre suddividendo in un numero indefinito di ramificazioni. Ogni transizione quantistica che avviene su una qualsiasi stella, in qualsiasi galassia, in ogni momento scinde il nostro mondo in miriadi di copie di sé stesso. Copie non identiche ma diverse, sia pure per un unico minimo dettaglio.

Immagine del Multiverso - la teoria delle bolle - lauraschellino.it

Il Multiverso spiegato scientificamente

La formazione del nostro universo da una “bolla” del multiverso, inspirata da Einstein, e proposta da Andrej Linde, sulla base degli studi di Alan Guth sull’inflazione cosmologica negli anni ’80, ed è nota come teoria dell’universo a bolle.  Intorno al 2010 dalle osservazioni con il telescopio spaziale Planck, Ranga-Ram Chary del California Institute of Technology notò uno strano bagliore che potrebbe essere dovuto alla perdita di materia da un universo parallelo nel nostro. Un effetto dovuto alla collisione tra loro di diversi universi, assimilabili a tante bolle. Tutto questo nell’ipotesi ovviamente di un multiverso, prodotto come conseguenza dell’inflazione cosmica, ovvero l’espansione accelerata dell’universo poco dopo il Big Bang.

In particolare le prove a sostegno della presenza di questo universo parallelo (e in generale del modello dei multiversi) per Chary sarebbero in alcuni punti nella mappa, troppo luminosi rispetto alle previsioni (il riferimento è alla cosiddetta luce di ricombinazione, quella emessa quando elettroni e protoni si sono messi insieme a creare l’idrogeno). Questo eccesso di luce, secondo Chary, sarebbe imputabile a un eccesso di materia (elettroni e protoni) che si sarebbe verificato nel punto di contatto con un altro universo.

Le particelle subatomiche possono esistere contemporaneamente in più̀ stati. Per esempio l’elettrone, una particella subatomica che trasporta una carica negativa: gli strumenti che abbiamo, come i transistor, i computer e i laser, sono tutti resi possibili dal fatto che l’elettrone, in un certo senso, può̀ trovarsi in più̀ posti contemporaneamente. Il suo comportamento sfida la nostra convenzionale comprensione della realtà̀.

La chiave sta proprio in questa caratteristica dell’elettrone: nello stesso modo in cui la teoria quantistica ci costringe a considerare più̀ elettroni contemporaneamente, l’applicazione di quella teoria all’intero universo ci obbliga a considerare più̀ universi. Secondo questa logica, la bolla solitaria introdotta da Einstein diventa quindi un intero gruppo di bolle di universi paralleli, che si dividono costantemente in due o si scontrano con altre bolle. In questo scenario, dei Big Bang potrebbero verificarsi perennemente in regioni lontane, come conseguenza della collisione o della fusione di questi universi a bolle.

Le particelle subatomiche sono soltanto note diverse su una minuscola corda vibrante (STRING), cosa che spiega perché́ ne abbiamo così tante. Ogni vibrazione della corda, o risonanza, corrisponde a una particella distinta. Le armonie della corda corrispondono alle leggi della fisica. Le melodie della corda spiegano la chimica. Secondo questo pensiero, l’universo è una sinfonia di corde. La teoria delle stringhe, a sua volta, postula un numero infinito di universi paralleli: il nostro universo sarebbe soltanto uno di questi.

Se per esempio si ascolta la radio, nella stanza ci sono le onde di centinaia di stazioni radio diverse, ma il nostro apparecchio è sintonizzato su una sola frequenza. Possiamo ascoltare solo la stazione che è coerente con la nostra radio; in altre parole, quella che vibra all’unisono con i nostri transistor. Ora, immaginiamo che il soggiorno sia pieno delle onde di tutti gli elettroni e di tutti gli atomi che vibrano in quello spazio. Queste onde potrebbero suggerire realtà̀ alternative proprio lì nel soggiorno. Ma è difficile interagire con loro, perché́ non vibriamo in modo coerente con loro.  Ovvero per poterlo fare, dovremmo aspettare molto tempo (la fine del nostro universo), per cui diventa impossibile sintonizzarsi nel nostro “tempo”.

La Teoria delle stringhe - Multiverso - lauraschellino.it

Il Multiverso in religione

Nella religione induista il multiverso ha un ruolo importante.  Nel testo del Bhagavata Purana si menzionano innumerevoli universi.  Nella religione induista si esplicita la consapevolezza dell’esistenza di universi paralleli, come nel testo del Sri Brahma Samhita, dove si menziona chiaramente la credenza in mondi innumerevoli e paralleli.  Attraverso la maschera della religione, sembra filtrare una conoscenza scientifica antica relativamente al multiverso.  La reincarnazione stessa, parte delle credenze induiste, potrebbe essere spiegata e rientrare nella teoria del Multiverso.

Il Multiverso nella letteratura e nei fumetti

Il Multiverso sembra consistere in diversi mondi che rappresentano i diversi scenari che possono verificarsi a seconda delle scelte da noi fatte.  In alcuni racconti si analizza lo scenario dell’ultima guerra vinta dalla Germania: questo tema ha dato spazio a un vero e proprio filone a sé della fantascienza, come La svastica sul Sole di Philip K. Dick (The man in the high castle, 1962).

La grande ruota del «se» di Sprague De Camp (1940) descriveva una America contemporanea colonizzata dai Vichinghi nel X secolo. Altre storie narrano di una vittoria dei Sudisti nella Guerra di secessione, come accade in Anniversario fatale di Ward Moore (Bring the jubilee, 1953).

In James e Jim di V. Thalimon (1978) il protagonista incontra in un altro universo sé stesso, ma più avanti negli anni, e avvia con l’“altro” un rapporto di conoscenza umana del tutto stravolgente. Alcuni romanzi di Michael Moorcock presentano universi infiniti differenti tra loro, e la gente vaga dall’uno all’altro ripetendo il ciclo delle proprie esistenze (concetto ispirato all’induismo). Per alcuni autori, fra cui ancora Philip K. Dick – per esempio in Scrutare nel buio (A scanner darkly, 1977) – si accede ad altri mondi tramite nuove droghe: le possibilità alternative nascono dall’alterazione dei nostri sensi.

Anche J.R.R. Tolkien nella stesura del Signore Degli Anelli ed in particolare degli scritti relativi alla Terra di mezzo, ipotizza che le vicende della storia siano effettivamente accadute sulla Terra, ma in una dimensione fantastica, proprio come se fosse un mondo parallelo.

Chi ha reso noto il concetto di Multiverso alle persone comuni è sicuramente stato il fumetto e poi cartone animato ed infine film “Spiderman”, in cui si ipotizza l’esistenza di universi paralleli, in cui ognuno di noi esiste in una forma diversa da quella della nostra realtà.  La guardiana del Multiverso sembra rappresentare una specie di divinità che controlla l’equilibrio del multiverso e permette il passaggio di Spiderman da un universo all’altro.

Più recentemente sono molti i film che trattano il tema del Multiverso, come Doctor Strange, gli Avenger, X-Men.

Dopo aver “sperimentato” il genere “Science-fantasy“, il mio prossimo lavoro si concentrerà sul “Low Fantasy”, dove il concetto di Multiverso potrebbe spiegare i concetti affrontati nel racconto.

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Il Multiverso e la morte

Robert Lanza, colui che il New York Times ha definito “uno dei tre migliori scienziati al mondo ancora in vita” ha deciso di dedicarsi anche alla fisica, meccanica quantistica e astrofisica. Questa miscela di conoscenze ha dato vita ad una sua nuova teoria, quella del biocentrismo. 

Lanza ipotizza che l’intelligenza esisteva prima alla materia. In pratica, secondo Lanza, spazio e tempo non sono oggetti o cose, ma piuttosto strumenti della nostra comprensione: lo spazio-tempo ci accompagna, come le tartarughe con i propri gusci. Nel senso che quando il guscio si stacca (spazio e tempo), noi esistiamo ancora. La teoria implica che la morte della coscienza semplicemente non esista.

Le persone si identificano con il loro corpo credendo che questo prima o poi morirà e che la coscienza a sua volta scomparirà. Se il corpo genera coscienza, allora questa muore quando il corpo muore, ma se invece il corpo la riceve nello stesso modo in cui un decoder riceve dei segnali satellitari, allora questo vuol dire non finirà con la morte fisica. In realtà, la coscienza esiste al di fuori dei vincoli di tempo e spazio. È in grado di essere ovunque: nel corpo umano e fuori da esso.

In un universo, il corpo può essere morto mentre in un altro può continuare ad esistere, assorbendo la coscienza che migra in questo universo. Ciò significa che la coscienza di una persona morta viaggia in un mondo simile, dove lui/ lei esiste sotto forma diversa da quella attuale.

Lo scienziato cerca quindi di spiegare la coscienza quantistica con esperienze precedenti alla morte, proiezione astrale, esperienze fuori del corpo e anche reincarnazione.

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